| San Martino fonda la chiesa di Olivone |
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Lassù, ai piedi della Croce Grande, messa a segnare il confine fra la valle di Blenio e il Canton Grigioni, si possono vedere due nicchie scavate nel terreno, ugualmente grandi, ugualmente verdi... e la leggenda racconta che vi abbiano dormito due Santi: San Martino e San Placido. Calavano le prime ombre della sera: i due santi riposavano, osservando il loro lavoro; avevano arato tutto il giorno ed erano molto stanchi. Guardavano meravigliati verso il sud e vedevano la nostra valle tutta verde, d'un verde fresco, rotto dalle macchie cupe di alcune pinete. Rivolgevano poi lo sguardo verso il nord e la desolata e rocciosa valle del Reno dava loro un brivido di paura. I due santi erano incamminati a evangelizzare le nostre terre e non sapevano chi dovesse inoltrarsi nella grigia valle del nord. Pensavano, pensavano. Ad un certo punto, San Martino, forse ispirato da Dio, disse: «Dormiamo e, domattina, il primo che si sveglia si incammina verso il sud; all'altro non rimarrà che prendere la via del nord». San Placido approvò: si allungarono sul nudo terreno e si addormentarono subito. San Martino, che era più giovane, al cinguettare dei primi uccelli si svegliò. Il compagno dormiva con la testa appoggiata al braccio. Si rizzò in piedi e si segnò; guardò l'aratro che luccicava ai primi raggi del sole e si avviò verso la valle di Blenio. Camminò fra praterie stellate di fiori, finché trovò il paesetto di Olivone, dove eresse la prima chiesa, che ancora oggi è dedicata a lui e poi avanzò verso il sud predicando la parola di Dio e esortando gli uomini ad essere giusti e buoni. Nella nostra valle ci sono tre chiese dedicate a San Martino: una ad Olivone, un'altra a Ponto-Valentino e una terza a Malvaglia. San Placido si svegliò che il sole era già alto e si avviò lento verso le gole del Reno. Non era poi tanto spiacente, giacché faceva tutto per amor di Dio. Non visse a lungo, perché fu ucciso dagli infedeli, ed ebbe la gloria di morire martire.
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