| La cröiscia |
Ida Fumasoli
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Una di quelle case dei pagani come si vedono sopra Malvaglia e sopra Dongio, esiste pure poco discosto dalla frazione di Casserio. Là, dice la leggenda, abitava una aria, metà donna e metà bestia, la quale usciva di sera e di notte a visitare i paesi ed a predare. Trovò una volta un bambino che giocava vicino a casa sua e lo invitò a seguirla promettendogli delle nocciuole. Giunta nella spelonca rinchiuse il bambino in un cassone in cui teneva noci e nocciuole e gli permise di mangiarne a sazietà. Dopo alcuni giorni lo chiamò dal buco della serratura e gli comandò di sporgere il suo dito mignolo per vedere se era diventato grasso. Esaminatolo, glielo fece ritirare dicendo: «è ancora magrino, è ancor magrino, è ancor magrino». Ritornò dopo altri pochi giorni e volle rivedere il ditino, ìl quale, questa volta, era grasso abbastanza e la cróiscia ne fece un boccone. Poi, aperto il cassone, si divorò tutto intero il bambino.
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